scritto da amanitha il martedì, 01 dicembre 2009,23:47
Come si cambia.
Da circa un mese vado a fare la spesa con uno di
questi. Solo che il mio è di una bella fantasia scozzese stile punk londinese anni '80. Vabbè rincoglionirsi, ma lo stile è stile. Cazzarola.
scritto da amanitha il mercoledì, 25 novembre 2009,22:14
La vita sociale di una neo-ingravidata può raggiungere picchi di pallosità comparabili solo ad una puntata di Porta a Porta. Questo probabilmente dipende dal fatto che sono (quasi) sempre stata circondata da amici e combriccole il cui concetto di "tempo libero" e "divertimento" è sempre stato associato all'uso smodato non sempre ludico di alcool e sostanze illegali. E percarità, mi ci metto pure io in questa categoria. Solo che adesso le cose sono cambiate. Quindi probabilmente agli occhi di queste persone sono improvvisamente diventata un'inutile contenitore fetale poco divertente e poco incline all'allegro festeggiamento sfascione. E' quindi inevitabile che se vengo invitata ad un rave nel pre-pireneo o ad una serata dove il dopo cena sarà dedicato alle raglie di cocaina o all'eliminazione progressiva di bottiglie di vino rosso, inevitabilmente finisco in casa con una tisana anti vomito e il plaid sulle gambe guardando un film. Figuriamoci quando ci sarà il bambino. Di sicuro le mie proverbiali cene che finiscono alle 5 di mattina con cadaveri semi-ambulanti in giro per casa saranno soppiantate da avvincenti conversazioni con neo madri su pannolini lavabili, vomiti e croste lattee. Il punto è: devo necessariamente cambiare amicizie o quelli che sono VERAMENTE miei amici capiranno la "situazione" e mi verranno incontro? A dire il vero mi ero altamente stancata di queste situazioni già da tempo, molto prima della gravidanza. Questa potrebbe quindi essere una buona occasione per uscire dal tunnel "vabbè-ci-vado-tanto-ci-vanno-tutti". Che poi, aho, mica tutti i miei amici sono cosi...ehmm...diciamo il 40%, che manco è poco.
L'unica cosa che mi spaventa e che mi ha sempre spaventato nella mia vita è la solitudine.
scritto da amanitha il giovedì, 19 novembre 2009,14:59
Ecchice qua!
La prolungata assenza è dovuta al trasloco e conseguente assenza di internet. Adesso invece succhio la connessone ad un vicino distratto e posso aggiornare tutti i miei adorati social network.
L'altro giorno un mio amico mi ha detto: " Ma adesso che sei incinta non esci più,vero?" e io: "perchè scusa? certo che esco!" e lui: "ma se non bevi ,scusa,come fai"?. Ommioddio. Eh già , come faccio?
scritto da amanitha il lunedì, 19 ottobre 2009,22:30
HABEMUS CASAM!
Dopo mesi e mesi di estenuante ricerca immobiliaria, dopo aver visto senza ombra di dubbio le "10 case più brutte del mondo", dopo infiniti colloqui con agenti immobiliari che volevano rifilarci graziosissimi monolocali di 25mq per l'irrisoria somma di 800 euro, oggi finalmente abbiamo trovato casa.Yuppidù!
La casa (casa?) dove viviamo attualmete è uno scantinato di 90 mq nel pieno centro di Barcellona, quartiere Raval, da molti elogiato per la multiculturalità del loco e per il fervore culturale dei suoi bistrot (patetici baretti frequentati da gente con la puzza, ma che dico puzza, cilindri di merda sotto il naso). Lo scantinato aka in nostro nido d'ammore, ad esclusione della porta d'entrtata a vetri (opachi) e la finestra della nostra camera fornita pure di un piccolo patio dove non batte il sole manco ad agosto, è priva di qualsiasi fonte di luce: se fossimo rimasti ancora un po', credo saremmo diventati albini per carenza di fotosintesi clorofilliana della nostra povera pelle.Per non parlare dell'umidità: il nostro deumidificatore produce 6 litri 6 di acqua ogni giorno, solo perchè noi lo spegniamo di tanto in tanto per pietà, sennò quello continuerebbe a ciucciare acqua dall'aria no stop.Quindi uno dice: ma perchè ci siete andati a vivere? Il mistero s'infittisce. Fidanzato da la colpa a me che ai tempi "avevo bisogno di stare al centro". Io do la colpa a lui che mi aveva promesso "cambiamenti radicali e abbellimenti strutturali" mai avvenuti,tant'è che ancora ci sono fili penzolanti e mensole mai montate. Ma vabbè tanto adesso ce ne andiamo.
La nuova casa è una casa normale: 70mq, un'ampio salone con balcone, una cucina all comfort, un bagno piccolo ma funzionale dotato di VASCA DA BAGNO e addirittura di BIDET (merce assai rara per i cessi Spagnoli),una stanza per l'Erede, una bellissima stanza CON VISTA SUL MARE per mamy e papy, 2 armadi a muro.700 euro e passa la paura. Se vi sembra una cifra troppo alta, fatevi un giro per agenzie immobiliari e ci sapremo ridire.
Ovviamente le esigenze sono cambiate.Da quando abbiamo saputo di aspettare fagiolin@ le priorità sono altre: se prima, per l'appunto, andava bene anche vivere nella laguna di Venezia, adesso con l'arrivo della prole badiamo a cose di cui non ci siamo mai curati.Questa cosa un po' mi pesa:a volte mi sembra veramente di essermi "imborghesita" (che brutto termine, passatemelo please),poi però ci penso e credo che sia arrivato il momento dello step successivo ai 30. I rave e le pasticche li ho abbandonati da tempo, adesso mi sà che ci sta pure il valore aggiunto dell'armadio a muro.
La cosa che mi preoccupa di più è il trasloco. Il masculo di famiglia mercoledi partirà per lavoro in Francia, quindi chi dovrà sucarsi tutto il "packaging" e il trasporto sarò io.Cioè, saranno i pakistani che pagherò profumatamente a sucarsi il trasporto:certo è che la lavatrice non la porterò io al 10° piano.Colcazzo. Mia madre, santa subito, si è offerta di venire qui per aiutarmi con l'inscatolamento di 3 anni di vita a Barcellona, ma sarà sicuramente un'arma a doppio taglio: se le permetterò di "aiutarmi" (vedi: dirigere i lavori) sarò anche condannata ad orari da lager, ritmi da soldatino,ipernutrimento,racconti infiniti sulla sua gravidanza e conseguente mia nascita, consigli non richiesti, varie ed eventuali. Ma la mamma è sempre la mamma, no? Un giorno anche mi@ figli@ si lamenterà di me. Come dico sempre: comunque vada, a 30 anni sarò io a dovergli pagare l'analista.
La partenza di Fidanzato inizia a spaventarmi un po'. Per il momento sono solo panzamunita e le problematiche sono pressochè nulle. Anzi, a dire il vero sono felice della separazione temporanea per 3 settimane "premiata" poi dalla sua presenza per 7 giorni. I problemi credo inizieranno quando arriverà fagiolin@. Ce la farò da sola? Come farò con il lavoro? Dovrò lasciarl@ in guarderia (asilo) a 4 mesi? Nooooooooooooo! Sono un po' perplessa. Ma questo lavoro è arrivato esattamente mezz'ora dopo che abbiamo appreso la notizia della gravidanza. In 1 ora ci è cambiata la vita. Cosi', dal nulla.
Vabbuò, ci penseremo poi. Adesso vado a mangiarmi gli immancabili biscotti Digestive in quantità industriali per premiare il mio dimagrimento di 2 kg dall'inizio della gravidanza, dovuto all'improvviso stop dato all'alcool subito dopo "la notizia". Saluti et baci.
scritto da amanitha il mercoledì, 07 ottobre 2009,19:01
Oggi prima visita dal ginecologo e dall'ostetrica. L'ostetrica si chiama Silvia, è un donnone di circa 50 anni ed ha l'aria di quelle che di pupi ne ha fatti nascere a mazzi. Il colloquio è stato abbastanza lungo, una mezz'ora buona, in cui mi ha illustrato il magico mondo dell'ovulazione e della fecondazione, le modificazioni a cui va' incontro il mio corpaccione fecondone, consigli sull'alimentazione e amenità varie. Alla fine mi hanno appioppato un libricino con delle ovvietà sulla gravidanza, infarcito quà e là di pubblictà della Nestlè, Danone, Pampers, biberon Chicco eccetera. Su questo punto ho avuto qualcosina da ridire e la Donna Cannone aka l'ostetrica Silvia ha bloccato la mia polemica sul nascere con un evasivo "si, altre persone
come te ci hanno fatto notare questa cosa ma ormai le pubblicità ci sono e ce le teniamo".
Inseminator aka il mio Fidanzato è partito stamattina all'alba alla volta della sua città natale per la gestione di alcuni carteggi: tornerà domenica sera e poi se ne andrà in Francia dove inizierà a lavorare per un'azienda. Del resto, adesso che la famiglia si allarga, c'è bisogno di stabilità e di pagnotta fresca. Si fermerà in Francia 3 settimane e la quarta potrà tornare a casa per abbracciare nuovamente il suo amato fagottone, aka Me. Un po' di solitudine mi farà bene. Soprattutto per realizzare appieno in quale cazzo di guaio mi sono cacciata.
scritto da amanitha il martedì, 06 ottobre 2009,17:48
Oggi ho vomitato per la prima volta.
Forse il Signore mi ha punito per aver mangiato 2 Danette Danone, 4 biscotti Digestive, una banana, uno yogurt ai frutti di bosco, un'avanzo di riso e piselli e un paio di gallette di riso?
E che cazzo!
scritto da amanitha il giovedì, 01 ottobre 2009,13:12
In queste giornate di sonno incoercibile e di fame atavica, sto ricevendo molti consigli da parte di amici, parenti, conoscenti e assoluti sconosciuti venuti a sapere della mia condizione:
- Non puoi più fumare, anzi si, ma solo 2 sigarette al giorno, sennò vai in astinenza e il girino ne risente.
- Non puoi più bere birra, anzi si, ma solo la Estrella o Heineken. La Voll Damm no, per che contiene una sostanza che blablablablablablablablabla. Superalcool nemmeno a pensarci, forse uno spritz, ma non ne siamo sicuri.
- Sushi? Giammai! Tartare di carne cruda? Colcazzo! Il fritto mi sa che ti appesantisce, nel dubbio evitalo.
- Le canne non credo che facciano male al feto. Come? Non fumi canne? Ma guarda che ho sentito che un purino di Maria fà addirittura bene, sà?
- Una mia amica è andata ai rave fino all'ottavo mese.
- Non cacherai per il resto dei 9 mesi, o forse per il resto della tua vita.
Aiuto.
scritto da amanitha il martedì, 29 settembre 2009,21:17
Sono incinta. Tadaaaaaaaaaaaan! Cosi, lo dico a secco e diretto senza troppi fronzoli. Sono incinta. Oddio, aggiungo io. Manuela è incinta. Aspetto un@ bambin@. Diventerò madre. Ancora non mi è ben chiaro, ma le 2 simpatiche linee che mi guardano dallo stick di gravidanza fanno supporre che è proprio cosi. Certo, non sono scema, (.....) so' perfettamente in che mondo vado a mettere la creatura, mille altri pipponi maternal-psicologici e last but not least, se i Maya non dicono cazzate questo povero esserino è condannato a soli 2 anni di esistenza. Ma che vado a pensare, daaaaaaaai. Vabbè, comunque la situazione è questa. (glomm, deglutisco). Il padre è ancora attaccato al telefono da stamattina, non ho ben chiaro chi stia chiamando: fatto sta che non smette di telefonare alla gente ed annunciare fiero "siamo incinti" o "aspettiamo un bambino". Io ho chiamato prima la mia migliore amica in Italia che si è fatta una grassa risata (del tipo, TU incinta? Ma non diciamo cazzate....) e poi invece ci è scappata la lacrimuccia. Del resto, quando Ale fece il test, io ero li; posso quindo dire che conosco sua figlia Viola da quando era solo 2 linee in 2 finestrelle di uno stick di plastica.
Mia madre e mio padre hanno reagito in una maniera totalmente differente da quella che invece mi sarei aspettata. In realtà non sono neanche sicura che abbiano capito bene. Forse devo richiamarli per ribadire il concetto, perchè sono rimasti muti e dopo un po' mi hanno liquidata con un: "vabbè, noi andiamo a cena".
Ma adesso, secondo voi, devo aprire un blog nuovo tipo quelli da mamma? Uno in cui annotare minuziosamente quante volte al giorno piscio e quando nascerà la creatura di che colore fa' la cacca? Ma no, mi tengo questo. Magari ci scriverò qualche volta in più, via. Per raccontarvi in diretta il magico mondo della gravidanza di Amanitha. Anche i funghi hanno un'utero.
scritto da amanitha il lunedì, 14 settembre 2009,21:41
L'ozio è il padre dei vizi. Ma è anche vero che Lo Zio è il padre dei cugini. Buauauahauahauah! Che sottile umorista, nevvero? Stavo solo cercando di dissimulare e non ammettere il devastante effetto che sortisce, appunto, Lo Zio sulla mia precaria figura. Un'anno e mezzo di Paro* mi ha reso una larva, una figura del tutto inutile, un peso sociale, dannosa per se stessa e per gli altri. Come al solito ho iniziato innumerevoli attività portandone a termine meno del meno della metà. La cosa che più mi spaventa è la quantità spropositata di tempo sprecato che ho accumulato in questo periodo. E pensare che un'anno fa (ma su questo "fa" ci va l'accento? E su questo "va"? Chiedo lumi.) vedevo il Paro (andatevi a leggere il simpatico asterisco) come il fine ultimo, il traguardo, il meritato anno sabbatico dopo 12 anni 12 di lavoro ininterrotto, un tempo tutto dedicato a me in cui fare ciò (qui ci sta tutto, ne sono sicura...) di cui avevo voglia senza lo stress del lavoro. Premetto che per me solo la parola "lavoro" presuppone già stress, fosse pure una mansione da domatore di vongole, lanciatore di riso ai matrimoni o sollevatore di polemiche.Il tempo limite in cui un qualsiasi lavoro diventa un peso insostenibile è all'incirca 3 settimane: dopo questo lasso di tempo assai breve, l'attività diventa per me routine, quindi encefalogramma piatto, sonnolenza, bolle di moccio al naso stile cartone giappionese etc....
Da 3 settimane ho iniziato un nuovo lavoro. Mi occupo di microinformatica per delle aziende spagnole. Si chiama helpdesk, per utilizzare un termine moderno. In realtà ci contattano dei mentecatti via telefono o mail, incapaci di accendere una stampante o installarsi un cazzo di software mentre sono in ufficio. L'altro giorno un tipo mi ha chiesto: "ma il monitor, per sapere se è acceso o no, secondo lei deve avere la lucetta verde?". Come impiego di per sè non sarebbe neanche male: i compagni/e in piattaforma sembrano simpatici, è ben pagato, c'è una mensa dove ti abboffi di cose strabuonissime per un prezzo irrisorio, è a 10 minuti da casa mia. Se non fosse per questo piccolissimo particolare che a me non piace lavorare.Un solo lavoro ricordo con estrema gioia e gratificazione: la volta in cui lavorai in un grande magazzino nel periodo natalizio per una famosa marca di automobili radiocomandate. Che bello! 10 ore a giocare con le macchinine per i corridoi del negozio e soprattutto zero prospettive di crescita professionale. Cosa chiedere di più?
* Dicesi Paro il sussidio di disoccupazione gentilmente concesso da Zapatero, dopo un'anno di lavoro continuativo in Spagna...
scritto da amanitha il martedì, 01 settembre 2009,20:26
E' stata un'estate calda e umida. a parte due giorni due rosicchiati di vacanza sulla costa francese a casa di amici di amici di amici, non mi sono mossa da Barcellona. Poco male, del resto qui non è Canicatti', con tutto il rispetto per gli abitanti del loco. Io e il mio fidanzato ci siamo lasciati. Lui mi ha lasciato. Poi quando gli ho detto che avevo trovato una casa lui mi ha detto: "Ecco, vedi? Adesso sei tu che mi stai lasciando...". Quindi poi non se n'è fatto più niente. Non siamo portati per la separazione. Temporeggiamo. Forse ci amiamo. Fatto sta, che da quando mi ha lasciato, io gli sto attaccata come una patella. Forse le donne sono proprio fatte cosi quando annusano tragedie nell'aria. Forse sono io ad essere fatta male. Fatta lo sapevo...ma pure male....E che cazzo. Ho trovato un nuovo lavoro. Di mattina. Dio che palle. Spero sempre nel famoso zio d'America che mi lasci una grassa grossa eredità.